
Carenza di personale e competenze: l’inclusione come scelta d’impresa
Dai fabbisogni delle aziende ai percorsi di inclusione: formazione, affiancamento e risultati misurabili. Gli spunti dell’incontro del 26 settembre.
La difficoltà di trovare personale può rallentare una commessa, allungare i tempi di assistenza e limitare la crescita. Quando mancano competenze tecniche, commerciali o digitali, anche un investimento tecnologico rischia di esprimere solo una parte del proprio valore. Per le imprese, il tema delle persone è ormai una scelta di strategia e organizzazione.
Mancano candidati, ma servono anche competenze
Il Sistema Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro rileva, per settembre 2026, circa 565 mila entrate programmate e una difficoltà di reperimento del 44,1%. La causa prevalente è la mancanza di candidati, seguita da una preparazione non adeguata. Per i tecnici in campo ingegneristico la difficoltà raggiunge il 63,5%. Sono previsioni di reclutamento delle imprese, non assunzioni già realizzate.
Occorre quindi affrontare due esigenze collegate: ampliare le possibilità di incontro con le persone e sviluppare le professionalità necessarie. Retribuzioni coerenti, condizioni di lavoro sostenibili, organizzazione e prospettive di crescita fanno parte della risposta, insieme alla formazione.
Dall’incontro del 26 settembre a una prospettiva concreta
L’incontro del 26 settembre, “Dove l’Impossibile diventa Possibile”, collegato a Sartoriale Roma e sostenuto da VICTAnova, offre uno spunto preciso: costruire un collegamento stabile tra imprese che cercano persone e realtà impegnate nell’inclusione. Nel confronto sono emersi il valore della formazione, dell’autonomia e delle opportunità di lavoro.
Il contributo di Massimiliano Fastelli, Senior Advisor di VICTAnova, e i riferimenti a Flavia Topani, Presidente di TCS ONLUS, e a Marco Scurria, Senatore della Repubblica Italiana, richiamano il ruolo della collaborazione tra aziende, associazioni e istituzioni. Esperienze come Filo e Fibra ricordano inoltre quanto contino la valorizzazione dei mestieri e delle capacità presenti nei territori.
Riconoscere le capacità e progettare l’inserimento
Persone con disabilità, persone che affrontano condizioni di fragilità o un percorso di reinserimento dopo la detenzione possono possedere competenze ed esperienze utili alle aziende, oppure svilupparle con una preparazione mirata. Ogni incontro va costruito sulle capacità, sulle aspirazioni e sulle esigenze della singola persona, senza attribuire caratteristiche professionali a un’intera categoria.
L’inclusione può ampliare l’accesso al lavoro e contribuire a sviluppare competenze. Per riuscirci servono ruoli reali, formazione, accessibilità, tutoraggio e condizioni professionali eque.
Nel printing, nella gestione documentale e nell’ICT si possono valutare, in base alle mansioni e alla preparazione richiesta, percorsi nella gestione degli ordini, nella digitalizzazione degli archivi, nella logistica, nel supporto ai clienti e nelle attività produttive. Le responsabilità specialistiche richiedono invece tempi e percorsi coerenti con la complessità del ruolo. La motivazione è un punto di partenza: la qualificazione va costruita e verificata.
Un metodo operativo per le aziende
Il primo passo è descrivere le attività da presidiare e distinguere le competenze indispensabili all’ingresso da quelle acquisibili sul lavoro. Il secondo è individuare interlocutori qualificati tra associazioni, cooperative sociali ed enti formativi, con cui valutare l’incontro tra persona e ruolo.
Il progetto deve prevedere un referente aziendale, un tutor, obiettivi di apprendimento, tempi di affiancamento e gli strumenti necessari per lavorare in sicurezza e con autonomia. Una verifica a 30, 60 e 90 giorni può costituire una prima cadenza organizzativa, da adattare al percorso: non una promessa di piena qualificazione in tre mesi.
Misurare il valore per l’impresa e per le persone
Ore di formazione, competenze acquisite, inserimenti effettivi, continuità a sei e dodici mesi, qualità del lavoro e riscontri delle persone coinvolte aiutano a capire se il percorso funziona. Questi risultati, quando documentati, possono contribuire alla dimensione sociale del bilancio di sostenibilità. La partecipazione a un evento è un punto di partenza; il valore si costruisce nella continuità.
Per VICTAnova, questa riflessione si inserisce nell’approccio alla crescita delle imprese: collegare strategia, organizzazione e persone. Individuare il fabbisogno e costruire le condizioni perché nuove capacità possano esprimersi significa lavorare insieme sulla competitività aziendale e sulle opportunità della comunità.
Le competenze si cercano. Si riconoscono. E, con un progetto serio, si costruiscono.
Fonte dei dati: Unioncamere – Ministero del Lavoro, Sistema Excelsior, comunicato dell’11 settembre 2026.
Il confronto da cui nasce questa riflessione: leggi l’Insight sull’evento del 26 settembre.
Immagini dell’evento
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